Il 13 aprile il caso dei martiri di Otranto

Il Mercoledì del MArTA del prossimo 13 aprile è dedicato al tempio cristiano idruntino e alle reliquie dei martiri beatificati

13 aprile 2022 13 aprile 2022

Nella Cappella dei Martiri della Cattedrale di Otranto sono conservati i resti scheletrici di centinaia di abitanti della cittadina pugliese, uccisi il 14 agosto del 1480, durante l’assalto delle milizie turche comandate dl condottiero ottomano, Ahmet Pascià.
Il Mercoledì del MArTA del prossimo 13 aprile è dedicato al tempio cristiano idruntino e alle reliquie dei martiri beatificati nel 1771 e canonizzati il 12 maggio 2013 da Papa Francesco, grazie alla relazione della Prof.ssa Valentina Giuffra (Università di Pisa) “La trapanazione cranica in paleopatologia: un particolare caso tra i martiri di Otranto”.
La conferenza appartiene al ciclo di aprile consacrato interamente a i “Racconti dall’oltretomba. Tra archeologia e antropologia dei resti umani”, con il coordinamento scientifico della direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti, e del dott. Antonio Fornaciari (Università di Pisa).

Tra i resti scheletrici dei martiri di Otranto che rifiutarono di convertirsi all’Islam, disposti in Cattedrale, dietro cinque grandi vetrate, per una calotta cranica è stata osservata la perforazione del cranio, con ben 16 traforazioni perfettamente rotondeggianti e di varie dimensioni, praticate probabilmente dopo la morte dell’individuo.
La trapanazione cranica è il più antico intervento chirurgico attestato dalla paleopatologia e le evidenze provengono da tutti i continenti a partire dalla Preistoria fino all’epoca moderna – dice la Prof.ssa Valentina Giuffra – Le lesioni sono il risultato di una trapanazione multipla effettuata con uno strumento dotato di una grande punta arrotondata che ha prodotto polvere d’osso. È difficile risalire alle ragioni di questa trapanazione multipla, ma l’analisi dei testi di storia della medicina di epoca moderna ha fornito la chiave di volta per chiarire il mistero. I testi infatti riferiscono l’uso di polvere di cranio umano come ingrediente per la cura dell’epilessia e di altri disturbi per i quali non esisteva una spiegazione razionale.
Nell’appuntamento di mercoledì 13 aprile in diretta alle ore 18.00 sui canali Facebook, Youtube e LinkedIn del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si esamineranno anche i testi di alcuni autori del XVIII secolo che suggerivano proprio l’utilizzo dell’osso polverizzato di individui deceduti di morte violenta e non sepolti, come è appunto accaduto nel caso di Otranto.

Questo sito web utilizza i cookie

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Cookie Policy