I tesori di una principessa daunia: la Tomba degli Ori di Canosa

25 gennaio 2021 25 gennaio 2021

Nel 1928, a Canosa, importante centro dell’antica Daunia, venne scoperta casualmente una tomba ipogeica composta da più celle affiancate con facciata monumentale. Databile alla fine del III sec. a.C., l’ipogeo ha restituito materiali di straordinaria ricchezza, che testimoniano la vitalità e prosperità del centro in un momento drammatico nella storia dell’Italia antica – quello della guerra annibalica – che vide le aristocrazie canosine schierarsi dalla parte di Roma. La riscoperta dell’ipogeo nel 1991, accompagnata da una nuova indagine da parte della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, ha consentito di riconoscervi la presenza di un defunto di sesso maschile, sepolto insieme alla sua panoplia di guerriero. La parte più notevole del corredo è tuttavia riferibile a una giovane donna di rango aristocratico, il cui nome – Opaka Sabaleida – è inciso a lettere puntinate sulla cerniera di una teca porta-cosmetici in argento a forma di conchiglia. La accompagnavano nella morte, insieme alla teca e allo splendido diadema a serto floreale, un corredo da toeletta e altri oggetti preziosi che hanno dato il nome alla tomba. Tra i più notevoli uno specchio a scatola in argento, coppe in vetro di produzione alessandrina e uno scettro in lamina aurea traforata, emblema di rango e forse di una qualche dignità sacerdotale.

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